ANIEM, l’Associazione Nazionale delle piccole e medie imprese edili manifatturiere nasce negli anni 70 con l’obiettivo di rappresentare e tutelare le piccole e medie imprese italiane operanti nei settori edile, lapideo-estrattivo, laterizi e manufatti.

L’Associazione, alla quale aderiscono oltre 6900 imprese, è dotata di un’organizzazione a livello centrale ed è presente su tutto il territorio nazionale con proprie Sezioni o Collegi Edili (provinciali o regionali). E’ inoltre promotrice, insieme alle Organizzazioni Sindacali, di un proprio sistema di Edilcasse. E’ firmataria di contratti collettivi nazionali di lavoro ed ha una propria rappresentanza in tutte le Istituzioni pubbliche di settore.

Svolge costante azione di tutela degli specifici interessi della piccola e media impresa, promuovendo iniziative per lo sviluppo e il sostegno di questo fondamentale settore produttivo. Può vantare un fatturato aggregato di 3,3 miliardi di euro con 110.400 addetti.

ANIEM opera per assicurare regole trasparenti, favorendo la competitività delle Imprese, mantenendo i rapporti con enti, istituzioni nazionali e comunitarie al fine di salvaguardare gli interessi del settore. L’Associazione rappresenta un luogo di confronto per i soci che trovano in ANIEM un interlocutore in grado di influenzare la politica dell’edilizia in Italia.

L’Aniem opera, in particolare, nei settori Edilizia, Lapideo-estrattivo, Laterizi e manufatti in cemento, Cemento, Calce, Gesso per ciascuno dei quali firma un contratto collettivo di lavoro.

Aniem è tra i soci fondatori di Confimi Industria.


Gli obiettivi

ANIEM è sempre intervenuta nel dibattito legislativo del settore promuovendo proposte concrete a sostegno delle imprese che rappresenta. Nello specifico l’Associazione porta avanti con determinazioni i seguenti obiettivi:

  • incentivare gli strumenti di aggregazione e la contrattualistica di rete per sostenere l’attività delle pmi (tipologia imprenditoriale nettamente prevalente nell’edilizia) ed offrire loro opportunità di crescita;
  • attuare processi di riqualificazione delle aree urbane finalizzati a perseguire obiettivi di risparmio energetico anche attraverso interventi di demolizione e ricostruzione ed il riutilizzo di aree pubbliche in disuso e in stato di degrado;
  • prevedere sistemi di aggiudicazione che valorizzino il “peso” dei requisiti reputazionali e qualitativi rispetto al prezzo;
  • alleggerire il costo del lavoro, che ha assunto in edilizia livelli insostenibili ed iniqui in rapporto agli altri settori industriali, ampliando la decontribuzione al fine di consentire un reale e significativo adeguamento dei livelli retributivi;
  • introdurre elementi di profondo rinnovamento sul sistema di qualificazione delle imprese valorizzando l’esperienza e le specificità operative delle aziende;