Roma, 16 Novembre.

Lo scorso 13 Novembre è stato firmato, nella sede della Direzione nazionale antimafia, un protocollo d’intesa fra la stessa DIA e l’Autorità nazionale anticorruzione. Per l’ANAC ha sottoscriito il protocollo il Presidente Raffaele Cantone mente per la DIA Procuratore Franco Roberti.
Il protocollo firmato si legge nella nota dell’Anac ha l’obbiettivo di “Potenziare il contrasto alle infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti pubblici tramite la condivisione delle informazioni. Una collaborazione per fronteggiare l’espansione economica della criminalità organizzata che, come riscontrato nei procedimenti giudiziari, ricorre sempre più spesso alla corruzione per assicurarsi il controllo dell’azione amministrativa”.
Viene altresì evidenziato che “ In base all’accordo, siglato anche alla luce delle nuove previsioni stabilite dal Codice antimafia, la DNA potrà accedere alle informazioni disponibili presso il Casellario delle Imprese e la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, gestite dall’ANAC, per svolgere approfondimenti sugli operatori economici vincitori di appalti e accertare eventuali collegamenti con organizzazione mafiose. L’ANAC, da parte sua, inoltrerà periodicamente alla DNA le informazioni rilevanti in suo possesso, comprese le comunicazioni ricevute dalle Procure della Repubblica attinenti inchieste per reati di corruzione e gli operatori economici segnalati dalle Direzioni distrettuali antimafia che non risultano aver denunciato richieste estorsive all’autorità giudiziaria.

Nei casi in cui emergano sufficienti indizi per ritenere la sussistenza di condizioni di intimidazione o assoggettamento da parte di associazioni di stampo mafioso – conclude la nota – l’ANAC comunicherà inoltre l’esito degli accertamenti compiuti nell’ambito di istruttorie o ispezioni affinché la DNA possa valutare, qualora ne ricorrano i presupposti, la possibilità di proporre l’amministrazione giudiziaria dell’azienda.”

(Fonte Anac www.anticorruzione.it )

In allegato il protocollo ANAC-DIA.