Roma, 29 Novembre.

L’istat, lo scorso 24  Settembre, ha comunicato la nota relativa al fatturato e agli ordinativi nell’industria relativi al mese di Settembre.

L’Istituto di statistica evidenzia quindi che  per il fatturato dell’industria si rilevata  una flessione congiunturale pari all’1,2%. Il calo il risultato del terzo trimestre rimane comunque positivo, con una crescita dello 0,8% rispetto al trimestre precedente.

Altresì, per gli ordinativi, il mese di  Settembre ha fatto registrare una diminuzione congiunturale (-3,9%).  In questo caso il risultato del terzo trimestre è positivo, con una crescita del 2,4%.

l’Istat spiega che “L’andamento congiunturale del fatturato a settembre è dovuto a flessioni pressoché identiche sui due mercati (-1,3% per quello interno e -1,2% per quello estero). Per gli ordinativi, invece, il calo è più marcato sul mercato interno (-5,8%) rispetto a quello estero (-1,4%)”.

 “Gli indici destagionalizzati del fatturato – continua la nota – segnano diminuzioni congiunturali per tutti i raggruppamenti principali di industrie – ad eccezione dell’energia (+1,7%) – particolarmente rilevante per i beni intermedi (-2,6%)“.

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di settembre 2016) il fatturato totale è cresciuto in termini tendenziali del 5,2%, con incrementi del 4,6% sul mercato interno e del 6,3% su quello estero.

L’indice grezzo del fatturato – continua la nota – aumenta, in termini tendenziali, dell’1,8%: il contributo più ampio a tale incremento viene dalla componente interna dei beni intermedi.”

Per il fatturato gli incrementi tendenziali più rilevanti si registrano nella metallurgia (+13,1%) e nei prodotti petroliferi (+11,5%).

Nel confronto con il mese di settembre 2016, conclude l’Istat – l’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 4,5%. L’incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+9,6%), mentre la flessione maggiore si osserva nelle apparecchiature elettriche (-5,9%)”.

(Dati e fonte Istat www.istat.it )