Roma, 7 Settembre.

L’Istat ha reso noto, lo scorso Agosto, le informazioni sulla demografia d’impresa aggiornate fino all’anno 2015.
L’Istituto di statistica mette così in evidenza che nel 2015 le imprese nate sono state 279.132 ovvero 5mila in più rispetto al 2014 – con un tasso di natalità del 7,3% e in progressivo aumento dal 2010 (+0,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente).
Nello stesso tempo la mortalità d’impresa è stata comunque in aumento nel 2015. Si è infatti registrato che le imprese cessate sono state 339.955, con un tasso di mortalità pari all’8,9% (+0,2 punti percentuali rispetto al 2014). Viene altresì evidenziato che “ per il sesto anno consecutivo i processi di natalità e mortalità delle imprese hanno determinato un tasso netto di turnover negativo (-1,6%), pari a quello registrato nel 2014”.
La nota dell’Istituto mette in evidenza che rispetto al 2014 la natalità delle imprese è cresciuta in tutti i macro-settori, soprattutto nel Commercio (+0,3 punti percentuali). Per ciò che invece concerne i tassi di mortalità il flusso presenta invece dinamiche parzialmente divergenti. Tra il 2014 e il 2015, infatti, la mortalità è aumentata in misura contenuta nell’industria in senso stretto (+0,1 punti percentuali), con maggiore intensità negli altri servizi (+0,6 punti percentuali) mentre diminuisce leggermente nel Commercio (-0,1 punti percentuali). Viene altresì sottolineato che “per le Costruzioni il tasso di mortalità rimane invariato all’11,3%. Nel comparto dell’Industria, i tassi di natalità e di mortalità sono inversamente correlati al livello di intensità tecnologica dei settori”.
Per quanto riguarda le zone del Paese l’Istat sottolinea che “Tra il 2014 e il 2015 la natalità delle imprese aumenta soprattutto nel Mezzogiorno dove si registra il tasso di natalità più alto (8,8% nel 2015). Più contenuti gli aumenti nelle altre ripartizioni: nel Nord-Ovest si passa da 6,5% del 2014 a 6,6% del 2015, nel Nord-Est da 5,8 a 5,9% e nel Centro da 7,7 a 7,8%”.
L’Istituto di statistica mette in evidenza, inoltre, che fra le imprese nate nel 2014, alla fine del 2015 l’80,0% era ancora in attività (+3,2 punti percentuali sul 2014). L’aumento della sopravvivenza ha riguardato tutti i macro-settori ma è superiore alla media nazionale solo negli Altri servizi (+3,7%).
Per ciò che concerne gli addetti, a cinque anni dalla nascita, le imprese nate nel 2010 hanno occupato circa 317 mila persone, contro i 374 mila che avevano nell’anno di nascita. Questo ha determinato un calo di occupazione del 15,3%. “Solo nell’Industria in senso stretto, spiega la nota, la nuova occupazione attivata dalle imprese sopravviventi al 2015 riesce a superare la perdita di addetti delle imprese in uscita (+15,5% rispetto al 2010). Tutti gli altri macro-settori registrano un calo occupazionale che va dal 12,2% del Commercio, al 15,9% degli Altri servizi fino a oltre il 37% delle Costruzioni”.

(Dati e fonte Istat www.istat.it)