Roma, 2 Agosto.

Lo scorso Luglio è stato presentato il a Roma 6° Rapporto Annuale sull’efficienza energetica dell’ENEA. Presenti alla conferenza il Ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione Marianna Madia, e il Viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova, il Presidente dell’ENEA Federico Testa e il Presidente del GSE Francesco Sperandini.
L’Enea scrive in una nota che si sono riscontrati “Risultati positivi, ma anche criticità e ostacoli sul fronte dell’efficienza energetica nel nostro Paese. Negli ultimi tre anni gli ecobonus hanno attivato circa un milione di interventi per oltre 9,5 miliardi di euro di investimenti, di cui 3,3 miliardi nel solo 2016. Inoltre, al 2016 risultano effettuate 15mila diagnosi energetiche di aziende, un record in Europa, e le richieste di incentivi sul “Conto Termicoper interventi di efficienza della PA locale sono cresciute del 300%. E, grazie ai minori consumi, dal 2005 ad oggi sono stati risparmiati 3,5 miliardi di euro di importazioni di petrolio e gas. Tuttavia, ostacoli di tipo economico-finanziario e, soprattutto nel settore pubblico, la scarsa conoscenza degli strumenti e delle opportunità di interventi migliorativi frenano la diffusione dell’efficienza energetica”.
Il Presidente di Enea Testa ha annunciato una linea operativa efficace per far fare un vero salto di qualità alle PA finalizzato all’ottenimento di un elevato sviluppo di efficienza energetica ora carente.“I consumi degli immobili della PA risultano più elevati della media nazionale e ciò rende critico il rispetto della Direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici nel caso di nuove costruzioni o di riqualificazioni importanti (deep renovation), in vigore dal 2019 per gli edifici pubblici”, ha sottolineato Testa.
I primi interventi della task force – spiega la nota – saranno effettuati nel Comune di Assisi e per alcuni progetti del MIBACT nell’ambito dell’Accordo Quadro con ENEA per il supporto tecnico-scientifico, la sicurezza sismica e la conservazione del patrimonio culturale. I ‘cantieri per l’efficienza nella PA’ potranno contare sull’esperienza maturata da ENEA e GSE con le diagnosi energetiche di alcuni edifici di particolare valenza, quali i Palazzi Montecitorio e San Macuto, l’Ospedale del Celio e il Comando Generale dei Carabinieri a Roma. Saranno, inoltre, attivati specifici strumenti operativi a supporto della PA con siti dedicati e consulenze degli esperti su tematiche di maggiore interesse, anche in ‘diretta’ sui social network. Secondo i dati del Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE), nel 2016 la bolletta energetica complessiva della PA per elettricità, riscaldamento e trasporto è stata di oltre 3,3 miliardi di euro, di cui 117 milioni di euro spesi a livello centrale (35% per l’energia elettrica, 4% per il gas ed il 61% per carburanti e combustibili), 1,85 miliardi nelle amministrazioni periferiche, 220 milioni nelle Province che gestiscono gran parte dell’edilizia scolastica e 1,13 miliardi di euro nelle strutture sanitarie pubbliche.”
Il Rapporto dell’Enea mette in evidenza che in 10 anni (2007-2016) con il meccanismo degli ecobonus sono stati effettuati circa 3 milioni di interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti per un ammontare totale di investimenti pari a 32 miliardi di euro. Viene ribadito che sono stati raggiunti gli obbiettivi previsti per l’efficienza energetica (Piano nazionale PAEE 2011 per il periodo 2005-2016 ed obiettivi 2011-2020, indicati nel PAEE 2014) rispettivamente al 40%, con punte dell’84% nel settore residenziale, mentre trasporti e terziario (nel quale rientra la PA) non hanno avuto gli stessi risultati.
Durante la giornata è stato, altresì, presentato il Rapporto ENEA sulle detrazioni fiscali attinenti alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Evidenzia quindi la nota che la “fotografia aggiornata degli investimenti per settore stimolati dagli ecobonus: nel periodo 2014-2016, la quota principale pari a 4,36 miliardi di euro ha riguardato la sostituzione di 1,9 milioni di serramenti, mentre 1,7 miliardi di euro sono stati destinati ad oltre 52mila interventi sulle pareti orizzontali ed inclinate”.
Viene  sottolineato che “I risparmi nel triennio sono stati di circa 3.300 GWh/anno, poco più di 0,28 Mtep/anno. Nel 2016 in particolare, i risparmi hanno superato i 1.100 GWh/anno, soprattutto per la sostituzione di serramenti (oltre il 41%) e la coibentazione di solai e pareti (oltre il 26%), tipologie di interventi che, insieme alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’intero edificio, hanno il miglior rapporto costo/efficacia”.
Grazie agli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica (detrazione fiscale del 65%) e per il recupero edilizio (detrazione fiscale attualmente del 50%, ma con aliquote diverse dalla prima introduzione nel 1998),- continua il testo del rapporto Enea -sono stati realizzati oltre 14,2 milioni di interventi, che hanno riguardato il 55% delle famiglie italiane in poco meno di 20 anni. Gli investimenti corrispondenti ammontano a 237 miliardi di euro, di cui 205 miliardi hanno riguardato il recupero edilizio e circa 32 miliardi la riqualificazione energetica”.
Il rapporto, infine, ha evidenziato la stima sul dell’impatto sull’occupazione. Negli ultimi 4 anni gli investimenti per la riqualificazione energetica e per il recupero edilizio hanno prodotto totalmente 270 mila posti di lavoro diretti ogni anno. Specificatamente, se si considera anche l’indotto, il numero degli occupati nel settore arriva a più di 400 mila posti.

(Fonte e dati ENEA www.enea.it )