Roma, 10 Agosto.

L’ANAC ha risposto alla richiesta di parere inoltrata da una delle Strutture di missione di Palazzo Chigi che ipotizzava di estendere il contratto già firmato con una società di ingegneria (autrice del progetto preliminare e definitivo) per affidare il progetto esecutivo agli stessi, con una variante al contratto.

Secondo la struttura di Missione la modifica del contratto sarebbe legittimata in base alle «circostanze impreviste e imprevedibili» citate dalle norme del nuovo codice che disciplinano le varianti (articolo 106, comma 1, lettera c), n.1), “derivanti dalla sopravvenienza del nuovo codice dei contratti» e tenuto conto «che la modifica può intervenire in quanto l’eventuale aumento di prezzo non eccede il 50% del valore del contratto iniziale come prevede l’art. 106, comma 7, d.lgs. 50/2016″: l’amministrazione aveva bandito la gara per affidare l’incarico di progettazione preliminare e definitiva nel 2015 con l’idea di assegnare i lavori in appalto integrato.

L’entrata in vigore del nuovo codice impone invece l’obbligo di appaltare i lavori solo su progetto esecutivo. In più, sottolinea la Struttura di missione, il nuovo codice prevede anche che “la progettazione definitiva ed esecutiva siano preferibilmente assegnate allo stesso progettista al fine di garantire omogeneità e coerenza al procedimento (art. 23, comma 12)”.

L’ANAC sottolinea invece che l’introduzione di nuove regole (codice dei contratti) non permette di invocare il presupposto dell’imprevedibilità. Inoltre, si aggiunge nel parere “in tema di modifiche contrattuali ammesse in corso di esecuzione di un contratto di appalto, la giurisprudenza della Corte di giustizia si è espressa osservando come le stesse debbano comportare un nuovo affidamento laddove abbiano le caratteristiche di “modifiche sostanziali””.

Per l’ANAC, la richiesta della Struttura di missione integra proprio un caso di modifica sostanziale al contratto “in quanto la progettazione esecutiva, pur essendo connessa alla progettazione preliminare e definitiva, risulta comunque consistere in prestazioni dotate di una loro individualità tale da giustificare un nuovo affidamento a valle di una procedura di gara ad evidenza pubblica”.

Dunque, si deve bandire una nuova gara per assegnare il progetto esecutivo.

Fermo restando che il correttivo appalti ha concesso un periodo transitorio di un anno per mandare in gara fino al 20 Maggio 2018 i progetti definitivi approvati dagli enti prima del 19 Aprile 2016.