Roma, 28 Luglio.

Il Senato, lo scorso 26 Luglio, con 154 voti favorevoli e 117 contrari ha approvato il maxiemendamento recante “Conversione in legge del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno” il provvedimento sostitutivo del disegno di legge per la conversione del Dl Mezzogiorno.

Viene evidenziato che il Decreto, tra i punti più salienti, va ad incentivare gli aiuti ai progetti imprenditoriali nelle Regioni di: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e va a creare in particolari territori, zone economiche speciali (ZES) con una fiscalità agevolata.

Tra le misure più salienti , approvate a Palazzo Madama, si evidenziano i seguenti punti:

Infrastrutture
Si vanno ad incrementare le risorse al fine di poter definire un quadro progettuale destinato alle infrastrutture. Tali risorse saranno svincolate dal Fondo pluriennale e ricavate dal risparmio dei ribassi d’asta in fase di aggiudicazione definitiva della gara.

Edilizia giudiziaria
Stanziati 330 milioni di euro per l’edilizia giudiziaria così ripartiti: 20 milioni per il 2017, 30 milioni per il 2018; 40 milioni per ogni anno dal 2019 al 2025. Gli interventi dovranno riguardare la ristrutturazione, la progettazione, l’ampliamento e la messa in sicurezza delle carceri nelle Regioni di: Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

Progetti imprenditoriali giovanili “Resto al Sud”
Viene promossa la misura “Resto al Sud” con la quale vengono incentivati piani progettuali di giovani imprenditori (18-35 anni) residenti nelle regioni meridionali o che trasferiscono la residenza entro 2 mesi dalla presentazione della domanda. Viene evidenziato che ogni progetto presentato potrà ottenere un finanziamento fino a 50mila euro. Nel caso in cui la richiesta sia presentata da più soggetti costituiti in società o cooperative, l’importo del finanziamento sarà pari a 50 mila euro per ogni socio (non più 40 mila come scritto nella prima versione) e fino ad un ammontare massimo totale di 200 mila euro.

Terreni e immobili dismessi
La misura “Resto al Sud” va anche ad incentivare il recupero di aree e immobili abbandonati da almeno 10 anni. Viene evidenziato che le arre edificate dovranno essere destinate a progetti riguardanti: l’agricoltura, l’artigianato , il turismo, il commercio di prodotti tradizionali. Verranno, altresì, finanziati anche i servizi turistici. I piani progettuali potranno riguardare anche le singole unità immobiliari abbandonate presenti.

Monitoraggio delle terre abbandonate
Viene stabilito il monitoraggio, da parte dei Comuni, delle terre e degli immobili abbandonati entro sei mesi dall’entrata in vigore della Legge. Dopo, invece,  60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento gli stessi Enti dovranno pubblicare on-line sul proprio sito istituzionale il censimento degli immobili monitorati.

Consumo del suolo
I progetti che implicano consumo del suolo non edificato con cambi di destinazione d’uso, vengo ammessi purchè rispettino i criteri sulle procedure di legge sugli strumenti urbanistici.

Elenchi Regionali
I soggetti interessati ai finanziamenti dovranno presentare ad Invitalia le domande per poter accedere alle agevolazioni del programma “Resto al Sud”. L’Agenzia nazionale andrà quindi a valutare la fattibilità e la sostenibilità dei progetti imprenditoriali. Successivamente, ogni Regione, elaborerà un elenco con graduatoria al fine di erogare risorse per gli eventuali progetti imprenditoriali promossi ma rimasti fuori dai finanziamenti per mancanza di fondi.

Accesso ai finanziamenti
Gli emendamenti approvati hanno introdotto delle ulteriori modifiche per l’accesso ai finanziamenti. Dal momento in cui, il soggetto richiedente, accetta il finanziamento al termine del rimborso lo stesso non dovrà risultare titolare di un contratto a tempo indeterminato e neanche soggetto in possesso di una attività di impresa.
Viene, infine, evidenziato che le aziende beneficiarie delle agevolazioni previste per le Zone economiche speciali (ZES) saranno obbligate a restare in possesso della loro attività nell’area per almeno per sette anni dopo il completamento dell’investimento. Pena: la revoca dei benefici erogati.

Il testo del Decreto, approvato al Senato e in scadenza il prossimo 19 Agosto, passa ora alla Camera per la seconda lettura.