Roma, 26 Luglio.

L’Istat, con la nota diffusa lo scorso 26 Luglio, ha comunicato che nel primo trimestre 2017 le convenzioni notarili di compravendite per unità immobiliari sono risultate 169.527 con una crescita dell’1,8% su base congiunturale. Rispettivamente +1,6% per il settore dell’abitativo e +4,5% per il comparto economico.
Per ciò che concerne le zone geografiche viene evidenziato che gli incrementi congiunturali più alti interessano il Nord-est sia per il complesso delle compravendite di immobili con un +3,1% sia per il comparto abitativo con +3,0%, il Nord-ovest ed il Sud per l’economico (+5,2% entrambe).

Una lieve flessione viene evidenziata, invece, al Centro sia per il complesso delle transazioni (-0,1%) che per il settore abitativo (-0,2%).
In termini  tendenziali – specifica la nota – le convenzioni notarili di compravendite per unità immobiliari aumentano del 6,5% (settore abitativo +6,5% e comparto economico +5,5%) in un contesto di rallentamento della crescita.
L’aumento su base annua interessa tutte le ripartizioni geografiche, con incrementi più significativi nel Nord-est e nel Nord-ovest per il settore dell’abitativo (rispettivamente +8,8% e +8,2%) e nelle Isole e nel Nord-est per quello economico (+9,5% e +8,1%).
La crescita tendenziale va ad interessare sia le città metropolitane sia i piccoli centri: per l’abitativo rispettivamente con +7,0% e +6,1% e per il comparto economico +4,6% e +6,2%.
Viene, altresì, evidenziato che “Il 93,8% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (159.024), il 5,6% quelli ad uso economico (9.534) e lo 0,6% quelli ad uso speciale e multiproprietà (969)”.
Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono risultate 97.199 e hanno registrato un incremento del 2,5% rispetto al trimestre precedente e del 10,7% su base annua. La ripresa investe tutto il Paese.
La crescita tendenziale, conclude la nota, riguarda tutte le ripartizioni geografiche – con variazioni più consistenti nel Nord-ovest (+12,2%) e nel Centro (+10,8%) – ed è più marcata nelle città metropolitane (+11,9%) rispetto ai piccoli centri (+9,8%)”.

(Dati e fonte istat www.istat.it )