Roma, 25 Maggio.

Lo scorso 19 Maggio, il Consiglio dei Ministri, ha approvato (in maniera definitiva) il nuovo Decreto sulle rocce e terre da scavo.
Il Decreto appena approvato, una volta entrato a regime andrà ad abrogare il DM 161/2012, ovvero la precedente normativa sulla disciplina e utilizzo delle terre e rocce da scavo, nonché il vecchio regolamento attuativo.

Viene evidenziato che la nuova disciplina va a semplificare la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo. Non sarà, quindi, più necessario attendere le autorizzazioni prima previste ma basterà che trascorrano 90 giorni dalla presentazione del progetto. Tale semplificazione è importante al fine di agevolare, nei cantieri ove si lavora su grandi quantità di materiale, procedure più veloci che attestino che le terre e rocce da scavo siano secondo i requisiti stabiliti dalla normativa europea. Il soggetto o azienda proponente dopo 90 giorni dalla presentazione del piano di utilizzo all’Autorità competente, avvierà automaticamente la gestione delle terre e rocce da scavo  come previsto da piano di utilizzo. Il Decreto, prevede, altresì, l’eliminazione della  comunicazione preventiva all’Autorità preposta e inerente al trasporto di terre e rocce da scavo. Viene anche eliminata la fase della approvazione preventiva del piano di utilizzo modificato.

Il nuovo regolamento  da anche la possibilità di prorogare di due anni la durata del piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo che sono state prodotte in cantieri di grandi dimensioni grazie a una comunicazione al Comune nonché all’Agenzia di protezione ambientale competente (mentre invece il DM 161/2012 non contemplava tale possibilità).

Per ciò che concerne  la gestione dei materiali, in divergenza con il DM 161/20112, il Decreto dispone l’eliminazione dei residui della lavorazione dei materiali lapidei dalla nozione di “terre e rocce da scavo” . Questa differenziazione consente alle aziende che operano nel settore di poter qualificare questi materiali come surrogati. E’ immessa anche una disciplina specifica per il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo dette come rifiuti, che va a tenere conto delle specifiche tipologie di questa attività prevedendo quantità massime ammesse al deposito maggiori di quelle che erano previste Dlgs 152/2006.

Per quel che concerne i tempi e i controlli la nuova normativa prevede 60 giorni al fine di poter svolgere le attività di analisi che andranno ad ottemperare le Agenzie per la protezione ambientale per controllare la vericità dei dati dichiarati nel piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo.