Roma, 24 Maggio.

Lo scorso 19 Maggio, il Consiglio dei Ministri, ha dato il via libera all’erogazione di 800 milioni per la seconda tranche del Bando Periferie (il Bando, complessivamente, prevede un finanziamento di 2,1 miliardi di euro). La seconda parate di erogazione è finanziata dal fondo depositi e prestiti. La somma stanziata permetterà di dar l’avvio ai lavori di altri 50 progetti dei complessivi 120 approvati.
Il 6 Marzo sono stati finanziati i primi 24 progetti con uno stanziamento di 500 milioni.
I progetti sono stati avallati grazie alla firma della convenzione tra i Sindaci dei 24 enti locali delle Città metropolitane e dei Comuni capoluogo.
Come già ricordato precedentemente, il “Bando periferie” è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 127 del 1° Giugno 2016 recante “Approvazione del bando con il quale sono definiti le modalità e la procedura di presentazione dei progetti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia e della città di Aosta” .
Il piano fa riferimento agli studi di fattibilità sulla riqualificazione urbana delle periferie degradate. Il piano andava ad erogare 500 milioni di euro, per l’annualità 2016, ai Comuni capoluoghi di provincia, di Regione e alle Città Metropolitane, per interventi di riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie. Nel mese di Novembre 2016, la Presidenza del Consiglio aveva dato l’assenso al finanziamento totale di tutti i progetti inerenti alla riqualificazione urbana presentati dalle Città metropolitane e dai Comuni capoluogo nell’ ambito del bando periferie. Erano perciò stati stanziati 1,6 miliardi di euro che andavano a sommarsi ai 500 milioni già previsti nella Legge di stabilità 2016. Il provvedimento era stato deciso poichè la somma erogata precedentemente si era rivelata insufficiente in quanto gli Enti locali avevano presentato progetti per un valore di oltre 2,1 miliardi di euro. Successivamente, la Conferenza unificata, ha approvato il bando rimodulando le procedure e requisiti di presentazione di progetti per la riqualificazione delle periferie dando la possibilità di presentare anche uno studio di fattibilità o progetto preliminare a condizione che i soggetti proponenti si impegnano ad avvallare entro 60 giorni dalla sottoscrizione il relativo progetto esecutivo.
Viene evidenziato che gli interventi in opera potevano riguardare i seguenti casi:

– miglioramento della qualità del decoro urbano;
– manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti;
– accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di residenza urbana;
– potenziamento delle prestazioni e dei servizi di scala urbana, tra i quali lo sviluppo per l’inclusione sociale e la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano e urbano;
– mobilità sostenibile e adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati.

I soggetti proponenti, altresì, dovevano presentare i piani operativi entro 90 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e altri 90 giorni erano stabiliti al fine di presentare progetti per la conclusione dei piani del procedimento di valutazione, 30 giorni, infine, per la sottoscrizione delle convenzioni. Viene, infine, data la possibilità alle amministrazioni di richiedere il 10% del finanziamento, se previsto, al momento della firma contrattuale del piano operativo. Tale operazione consente di mettere in pari le spese relative ai costi di avvio dell’operazione dei soggetti proponenti.