Roma, 18 Maggio.

Il 6 Maggio scorso il Consiglio dell’Unione Europea ha fissato la scadenza per l’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’Iva al 30 Giugno 2020 (pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, autorizzazione 2017/748 del 25 Aprile 2017). Si ricorda che lo split payment (introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, legge numero 190/2014). viene applicato nei rapporti tra imprese private e Pubblica Amministrazione, secondo il classico meccanismo dei “pagamenti divisi”. Tale disposizione presa da Bruxelles non proroga la precedente decisione del 2015 con la quale era stato autorizzato il nostro Paese a prorogare lo split payment fino alla data del 31 Dicembre 2017. La deliberazione del Consiglio dell’Unione va invece a disporre in maniera uniforme la normativa stabilendo un’area temporale fino al 2020. Conseguenzialmente è abrogata la precedente decisone del 2015. Viene evidenziato che il D.L 50/2017, sancisce che a far data dal 1 Luglio 2017 il raggio di applicazione dello spilt payment è esteso alle pubbliche amministrazioni per definire il bilancio consolidato nonché alle società quotate in borsa all’indice Ftse e a quelle controllate. Il nostro Paese ha comunque rassicurato il Consiglio dell’Unione Europea che non chiederà una nuova proroga della normativa.

Viene, infine, evidenziato che ai soggetti obbligati, lo Split payment IVA si applica ai fornitori degli enti pubblici, di seguito elencati, così come previsto dall’articolo 17 ter del d.p.r. 633/1972 :

  • lo Stato;
  • gli organi dello Stato ancorchè dotati di personalità giuridica;
  • gli enti pubblici territoriali;
  • i consorzi costituiti tra enti pubblici ai sensi dell’art. 31, D.Lgs. n. 267/2000;
  • le CCIAA;
  • gli istituti universitari;
  • le aziende sanitarie locali;
  • gli enti ospedalieri;
  • gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
  • gli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza.