Roma, 11 Maggio.

L’ANAC, lo scorso  8 Maggio, ha pubblicato il Comunicato del Presidente Raffaele Cantone del 27 Aprile 2017, avente per oggetto: “Ambito di intervento dell’Anac.

Il documento sottolinea che L’Autorità nazionale anticorruzione sta ricevendo numerose segnalazioni e richieste di intervento riguardanti fattispecie che esulano dalle funzioni attribuite dalla legge e sulle quali non è quindi possibile svolgere attività di accertamento o indagine. Viene altresì specificato che “nella seduta del 27 aprile 2017 è stato dunque approvato un Comunicato del Presidente per richiamare l’attenzione sul perimetro di intervento dell’Autorità, evitare che si producano inattuabili aspettative su questioni non pertinenti e affinché la valutazione delle istanze, comunque necessaria, non rallenti l’attività degli uffici. Nel Comunicato sono riportati tutti i temi di competenza dell’Autorità e quelli estranei al suo raggio d’azione”.

Viene quindi sottolineato che l’Autorità è competente a svolgere attività di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche e nelle società controllate e partecipate e di vigilanza sull’affidamento e sull’esecuzione dei contratti pubblici. L’Autorità è altresì competente a gestire le segnalazioni dei dipendenti pubblici riguardanti illeciti commessi all’interno del proprio ente/amministrazione e riconducibili a episodi di corruzione in senso ampio o a fenomeni di c.d. “malagestio”.

Più in particolare, viene evidenziato, che sono di competenza dell’Autorità le segnalazioni aventi ad oggetto:

– i contratti pubblici, finalizzate al controllo sull’affidamento e sull’esecuzione dei contratti pubblici, anche di interesse regionale, di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali e sui contratti secretati, e l’attività di precontenzioso, secondo le disposizioni del d.lgs. 50/2016;

 – i piani e le misure anticorruzione, per il controllo sull’applicazione e sull’efficacia delle misure di prevenzione della corruzione adottate dalle pubbliche amministrazioni e dalle società/enti in controllo o a partecipazione pubblica, in particolare per la verifica dell’avvenuta adozione e dell’efficacia del piano triennale di prevenzione della corruzione;

– gli obblighi di trasparenza assicurati mediante la pubblicazione, sui siti web istituzionali delle pubbliche amministrazioni, dei dati, documenti, e informazioni richiesti dalla l. 190/2012 e dal d.lgs. 33/2013, come modificati dal d.lgs. 97/2016;

– gli incarichi e l’imparzialità dei pubblici funzionari, per la vigilanza sul rispetto delle disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità nelle pubbliche amministrazioni e negli enti di diritto privato in controllo  pubblico ai sensi del d.lgs. 39/2013, sulle ipotesi di c.d.“pantouflage”, di cui all’art. 53, co. 16-ter, del d.lgs. 165/2001, sull’imparzialità/conflitti di interesse dei pubblici funzionari e sull’adozione e sul rispetto dei codici di comportamento;

– le segnalazioni di “whistleblower”, per la trattazione di eventuali illeciti segnalati da dipendenti pubblici ai sensi dell’art. 54, co. 4-bis, del d.lgs. 165/2001, secondo le indicazioni di fornite dall’Anac con le linee guida  contenute nella determinazione 6/2015.

Il Presidente, inoltre, specifica che “Come previsto nei regolamenti che disciplinano l’esercizio della funzione di vigilanza dell’Autorità , si ricorda che le segnalazioni anonime sono archiviate dal dirigente dell’ufficio. Segnalazioni anonime relative a fatti di particolare rilevanza o gravità e che presentano informazioni adeguatamente circostanziate possono essere tenute in considerazione al fine di integrare le informazioni in possesso dell’ufficio nell’esercizio dell’attività di vigilanza.
Si rammenta inoltre che sono considerate anonime le segnalazioni che non recano alcuna sottoscrizione, che recano una sottoscrizione illeggibile o che pur apparendo riferibili a un soggetto non consentano comunque di individuarlo o di identificarlo con certezza.

L’Anac segnala, a titolo esemplificativo, alcune tipologie di segnalazioni che non saranno prese in considerazione giacchè  di manifesta incompetenza dell’Autorità  quali:

“A. Segnalazioni di fatti o comportamenti tese all’accertamento di responsabilità esclusivamente penali e/o erariali e sulle quali non sussistono profili di competenza dell’Autorità. In tali casi è necessario rivolgersi all’Autorità giudiziaria e/o alla Corte dei conti competenti per territorio.
B. Segnalazioni riguardanti presunti illeciti commessi da magistrati, per le quali è competente la Procura distrettuale ai sensi dell’art. 11 del codice di procedura penale.
C. Richieste di annullamento di procedure selettive o concorsuali di esclusiva competenza del giudice amministrativo ovvero segnalazioni inerenti la mera valutazione dei requisiti di partecipazione alla procedure stesse.
D. Irregolarità nelle procedure di nomina, ad esclusione dei casi di inconferibilità o incompatibilità o della violazione dei doveri di imparzialità dei pubblici funzionari.
E. Segnalazioni di mere disfunzioni organizzative o rivendicazioni sindacali (ad esempio, mancata attuazione di accordi contrattuali riguardanti il personale, mancato riconoscimento di progressioni di carriera o di emolumenti).
F. Casi di malasanità non connessi a processi di approvvigionamento di lavori, servizi e forniture (ad esempio, segnalazioni riguardanti cure sanitarie ritenute inadeguate).
G. Casi di mero assenteismo dal lavoro.
H. Segnalazioni di presunti conflitti politico-istituzionali all’interno di enti e istituzioni.
I. Controversie di carattere esclusivamente personale quali, a mero titolo esemplificativo, quelle connesse a successioni, eredità, testamenti, proprietà mobiliari/immobiliari.
J. Segnalazioni riguardanti anomalie nella gestione di istituti di credito o finanziari.
K. Segnalazioni concernenti abusi edilizi commessi da privati.
L. Questioni inerenti l’aumento delle tariffe alle utenze per i servizi pubblici locali quale conseguenza di presunte diseconomicità degli affidamenti
.”

(Fonte ANAC www.anticorruzione.it )