Alla vigilia del passaggio in Consiglio dei Ministri, l’Aniem Confimi sollecita il Governo a non disperdere il processo di semplificazione normativa ed a valorizzare gli strumenti di aggregazione, fondamentali per le prospettive e la competitività delle pmi.

Roma, 11 Aprile.

Nelle prossime ore, con l’approvazione in Consiglio dei Ministri, si concluderà l’iter di approvazione del decreto correttivo al Codice Appalti.

Per il Presidente dell’Associazione delle pmi edili, Dino Piacentini “si conferma una valutazione sostanzialmente positiva sul provvedimento che sta tentando di attivare un processo di semplificazione e di responsabilizzazione degli operatori insieme ad un percorso virtuoso di qualificazione degli operatori e di trasparenza delle procedure”.

I pareri delle Commissioni parlamentari, dell’Anac e del Consiglio di Stato possono certamente contribuire ad un ulteriore miglioramento dell’impianto legislativo che non deve disperdere i principi e gli obiettivi che lo hanno ispirato. L’Aniem, in particolare, intende evidenziare le seguenti priorità:

– eliminare le rigidità che rischiano di penalizzare il ricorso il subappalto, a cominciare dalla presentazione della terna dei subappaltatori in fase di offerta. Il subappalto resta una libera valutazione di esercizio dell’attività imprenditoriale che non può essere “criminalizzata” soprattutto in un mercato dominato da micro e piccole imprese;

– come già anticipato dal Presidente dell’Anac Cantone, chiarire la norma sui consorzi stabili, ad oggi di equivoca interpretazione, confermando la possibilità strutturale di sommare i requisiti delle imprese consorziate, anche decorsi i 5 anni dalla costituzione. Occorre inoltre stimolare e promuovere i processi di aggregazione ed in questo senso vanno valorizzate le reti di impresa come opportunità per i consorzi di ripartizione dei lavori nella fase esecutiva;

la trasparenza delle procedure di gara è un passaggio fondamentale del Codice, anche in previsione di un utilizzo più diffuso dell’offerta economicamente più vantaggiosa. In questo senso il sorteggio dei commissari e l’istituzione di un loro Albo sono elementi centrali, così come lo è il ricorso obbligatorio ad esperti esterni alla stazione appaltante che bandisce la gara, sorteggiati tra gli iscritti all’Albo: la condizione che fa scattare tale obbligo dovrà soddisfarsi con la semplice presenza del criterio dell’OEPV, senza distinzioni di importi.

contribuire alla soluzione dell’annoso problema dei ritardi di pagamento, prevedendo una centrale unica di pagamento per gli appalti pubblici.”