Roma, 13 Aprile.

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha presentato lo scorso 8 Aprile  il progetto “Casa Italia”  a Milano in una conferenza stampa al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘Leonardo da Vinci”. Assieme al Premier il project manager della struttura di missione Giovanni Azzone e l’architetto Renzo Piano. Gentiloni ha ribadito che il programma sarà “di lungo periodo volto a coordinare e integrare le attività di promozione della sicurezza, sulla ‘casa’ il luogo che deve essere ‘sicuro’ per eccellenza, e sulla sicurezza a fronte di eventi sismici”.

Il Presidente del Consiglio ha altresì specificato che la ascelta del Governo con  il Piano Casa Italia “ è quella di intervenire sugli edifici esistenti, riducendone la vulnerabilità, e sulla resilienza delle comunità, assicurando la vivibilità degli insediamenti. È un approccio più oneroso, ma oggi compatibile con la disponibilità di informazioni analitiche e di tecnologie innovative”.

E’ prevista per la fine di Maggio la mappa del rischio. L’Esecutivo sta infatti predisponendo la “Mappa del rischio dei comuni italiani”. Un sito telematico attraverso il quale sarà possibile conoscere il livello di vulnerabilità sismica di ogni edificio italiano.

Al fine attuare il programma sono stati individuati 10 luoghi nei quali avviare i cantieri sperimentali. Al piano sono destinati 25 milioni di euro.

Come viene specificato nella nota del Governo, “L’avvio dei dieci cantieri persegue l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità degli edifici, migliorando la qualità dell’abitare. Il progetto, che coinvolge il Gruppo G124 coordinato dal Senatore Renzo Piano, intende sperimentare sul territorio metodi diagnostici e soluzioni progettuali innovative, privilegiando interventi non invasivi che consentano alle persone di poter continuare a vivere nel proprio ambiente. Le tipologie costruttive oggetto della sperimentazione saranno edifici residenziali di proprietà pubblica.”

Al fine di realizzare il progetto sono stati altresì individuati 10 Comuni in base a 4 criteri d’ordine così elencati:

  • pericolosità sismica, privilegiando comuni localizzati nelle aree a più alta pericolosità;
  • molteplicità delle fonti di pericolo, selezionando Comuni che uniscano al rischio sismico quello idrogeologico e, in almeno uno dei casi, fenomeni di tipo vulcanico o di maremoto;
  • caratteristiche sociali e demografiche, con l’obiettivo di attuare la sperimentazione in aree che uniscano alle problematiche ambientali anche alcuni aspetti significativi di vulnerabilità sociale e di esposizione demografica;
  • dispersione territoriale, limitando i casi a non più di uno per Regione.

I 10 Comuni scelti sono rispettivamente: Catania, Feltre, Foligno, Gorizia, Isernia, Piedimonte Matese, Potenza, Reggio Calabria, Sora, Sulmona.

Viene inoltre ribadito che sono stati esclusi dalla sperimentazione i Comuni che appartengono alle “aree di cratere” che sono state interessate da eventi sismici  scaturiti a far data dal terremoto dell’Aquila del 2009. Questo al fine di evitare interferenze con azione di ricostruzione già in corso.