Roma, 20 Aprile.

Dopo il Consiglio dei Ministri n. 24 di giovedì scorso, si è continuato a lavorare sul testo del decreto legislativo correttivo del codice dei contratti pubblici, adottato a norma dell’articolo 1, comma 8, della legge delega n. 11/2016. La riscrittura si è conclusa con la firma del Capo dello Stato, e il testo è stato inviato alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione, che in teoria era attesa sulla Gazzetta di ieri. Ma, secondo quanto segnalato da giuristi e sostenuto anche alle Infrastrutture, per rispettare il termine imposto dalla legge delega (un anno dall’entrata in vigore del D.lgs. 50/2016) è sufficiente la promulgazione del Presidente della Repubblica. Secondo questa interpretazione, il passaggio della pubblicazione dunque può arrivare anche dopo.

Governo e Parlamento hanno concordato di intervenire di nuovo sul codice, sempre tramite decreto correttivo, nel 2019.

Nell’introdurre le modifiche, il Governo ha tenuto conto delle osservazioni formulate Parlamento, dall’ANAC, e delle considerazioni del Consiglio di Stato. Sono state tenute in considerazione, inoltre, le segnalazioni dei RUP effettuate nell’ambito delle consultazioni della Cabina di regia, nonché quelle effettuate in attuazione della legge delega, che prevedeva la consultazione da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con il MIT e sentita l’ANAC, delle principali categorie di soggetti destinatari del provvedimento correttivo.

Le modifiche così apportate seguono tre direttrici:

  1. modifiche di coordinamento ai fini di una più agevole lettura e interpretazione del testo;
  2. integrazioni che migliorano l’efficacia e chiariscono la portata di alcuni istituti, sulla base anche di quanto suggerito dal Consiglio di Stato e dalle associazioni di settore;
  3. limitate modifiche ad alcuni istituti rilevanti, conseguenti alle criticità evidenziate nella prima fase attuativa del

Per quanto attiene ai nostri interessi, tra le novità introdotte si segnalano:

–        Definizioni

  • “lavori di categoria prevalente”: la categoria di lavori, generale o specializzata, di importo più elevato fra le categorie costituenti l’intervento e indicate nei documenti di gara;
  • “lavori di categoria scorporabile”: la categoria di lavori, individuata dalla stazione appaltante nei documenti di gara, tra quelli non appartenenti alla categoria prevalente e comunque di importo superiore al 10% dell’importo complessivo dell’opera o lavoro, ovvero di importo superiore al 000 euro ovvero appartenenti alle categorie di cui all’art, 89, comma11;
  • manutenzione ordinaria“: fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione necessarie per eliminare il degrado dei manufatti e delle relative pertinenze, al fine di conservarne lo stato e la fruibilità di tutte le componenti, degli impianti e delle opere connesse, mantenendole in condizioni di valido funzionamento e di sicurezza, senza che da ciò  derivi una modificazione  della  consistenza,  salvaguardando  il  valore  del  bene  e  la  sua funzionalità ;o “manutenzione straordinaria”: fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali dei manufatti e delle relative pertinenze, per adeguarne le componenti, gli impianti e le opere connesse all’uso e alle prescrizioni vigenti e con la finalità  di rimediare al rilevante degrado dovuto alla perdita di caratteristiche strutturali, tecnologiche e impiantistiche, anche al fine di migliorare le prestazioni, le caratteristiche strutturali, energetiche e di efficienza tipologica, nonché per incrementare il valore del bene e la sua funzionalità.

 

–         Periodo transitorio p er l’appalto integrato

 

Il Correttivo introduce un periodo transitorio di 12 mesi (dalla data di approvazione del correttivo, quindi fino al 18 aprile 2018) in cui l’affidamento di progettazione ed esecuzione sarà consentito per gli appalti i cui progetti definitivi siano stati già approvati al 19 aprile 2016, con bando pubblicato entro 12 mesi dal 19 aprile 2017, e nei casi di urgenza. Il divieto di appalto integrato cade anche per le manutenzioni, per i beni culturali e per le opere ad alto contenuto tecnologico o innovativo (se nettamente prevalenti rispetto all’importo complessivo dei lavori), per le quali ultime, nella motivazione nella determina a contrarre, la stazione appaltante dovrà chiarire la rilevanza dei presupposti tecnici ed oggettivi che giustificano tale tipo di affidamento, per la locazione finanziaria, nonché per le opere di urbanizzazione a scomputo.

La verifica sul progetto esecutivo dell’aggiudicatario va effettuata prima dell’approvazione dei progetti e dell’inizio dei lavori.

–        Subappalto con limite del 30%

 

È confermata la soglia limite del 30% sul totale dell’importo contrattuale per l’affidamento in subappalto.

Eliminata la previsione della subappaltabilità dell’oggetto contrattuale solo previa indicazione nel bando di gara: la regola della subappaltabilità sarà fissa per tutte le gare, permettendo alle imprese una migliore programmazione.

Per i lavori superiori a 5,2 milioni di euro sarà obbligatorio indicare con l’offerta la terna subappaltatori disponibili e qualificati a eseguire le opere (una terna per ciascuna tipologia di prestazione).

L’indicazione della terna diventa obbligatoria, a prescindere dalla soglia di importi, in tutti i casi in cui gli appalti riguardino attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa.

Per gli appalti in sotto soglia saranno le stazioni appaltanti, nei documenti di gara, ad indicare modalità, tempistiche e mezzi di prova per la verifica delle condizioni di esclusione per appaltatore e subappaltatore, prima della stipula del contratto.

–        Minor prezzo

 

Accelerazione delle fasi di gara per appaltare i piccoli interventi sotto i 2 milioni: sotto questa fascia (che fino ad ora si fermava a 1 milione) si potrà tornare a utilizzare il massimo ribasso, quando l’aggiudicazione avviene con procedure ordinarie (non trattativa privata, che comunque rimane utilizzabile fino a 1.000.000 di euro ma quindi senza aggiudicazione con il minor prezzo) sulla base del progetto esecutivo (quindi senza la possibilità di intervento sul progetto), con facoltà di esclusione automatica delle offerte anomale (che presentano percentuali di ribasso inferiori o superiori alla media) per il tramite dell’utilizzo del metodo antiturbativa (sorteggiando in gara il criterio matematico per individuarle, che invece è obbligatorio nel caso si ricorra all’esclusione automatica), e quando le offerte siano superiori a 5. Vengono previste modifiche per limitare le casistiche che rientrano nell’alea dell’anomalia in maniera da alleggerire il procedimento ed evitare contenziosi. Per le gare sotto la soglia di 1 milione, tale criterio è utilizzabile se le offerte sono in numero superiore a 10 e l’appalto non presenta carattere transfrontaliero.

–        OEPV

 

La stazione appaltante non potrà attribuire più del 30% del punteggio all’impresa che avrà offerto il prezzo più basso. Il resto dei punti andrà assegnato sulla base degli elementi di valutazione tecnica. Le stazioni appaltanti non possono attribuire alcun punteggio per l’offerta di opere aggiuntive rispetto a quanto previsto dal progetto esecutivo a base d’asta.

–        Commissioni di gara

Confermata la norma che articola su base nazionale l’albo ANAC dei commissari di gara.

Il Presidente dovrà essere sempre esterno alla stazione appaltante. Per i lavori di importo < 1.000.000 di euro la stazione appaltante potrà nominare alcuni componenti interni, escluso il Presidente.

La nomina del RUP a membro delle commissioni di gara è valutata con riferimento alla singola procedura.

–        Offerta economica

Nell’offerta economica l’operatore dovrà indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali relativi agli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro (escluse le forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale, e degli affidamenti diretti).

Le stazioni appaltanti procederanno con la verificare della congruità dei costi della manodopera sulla base delle tabelle ministeriali.

–        Qualificazione SOA

 

Torna il decennio di riferimento per la verifica dei requisiti ai fini della qualificazione SOA: il periodo di attività documentabile è quello relativo all’intero decennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la SOA.

Le SOA segnalano immediatamente all’ANAC i casi in cui gli operatori economici, ai fini della qualificazione, rendano dichiarazioni o documenti falsi. L’ANAC, se accerta la colpa grave o il dolo dell’operatore economico, tenendo conto della gravità del fatto e della sua rilevanza nel procedimento di qualificazione, ne dispone l’iscrizione nel casellario informatico ai fini dell’esclusione dalle procedure di gara e dagli affidamenti di subappalto, per un periodo massimo di 2 anni.

Per gli appalti di lavori pari o superiori a 20.000.000 la capacità economico finanziaria del concorrente può essere comprovata, a richiesta facoltativa della stazione appaltante, sulla base di una cifra d’affari in lavori pari a 2 volte l’importo a base di gara, realizzato nei migliori 5 dei 10 anni antecedenti la pubblicazione del bando.

–     Direttori tecnici

 

I soggetti già direttori tecnici, privi di titolo di studio, alla data di entrata in vigore del codice, con esperienza maturata sul campo almeno quinquennale, possono continuare a svolgere tale funzione.

–        Avvalimento

 

Il contratto dovrà specificare espressamente i requisiti forniti e le risorse messe a disposizione dall’ausiliaria. Se in fase di verifica dello svolgimento di tali prestazioni il RUP verifica che le stesse non siano effettivamente svolte da personale e attrezzature dell’ausiliaria, il contratto si intende risolto.

–        Garanzie

 

E’ facoltà della stazione appaltante non richiedere una garanzia in caso di affidamenti diretti.

–        Procedure semplificate

 

Sale a 10 il numero minimo di imprese da invitare alle procedure negoziate per i lavori di importo 40.000 < € > 150.000, e a 15 per importi 150.000 < € > 1.000.000.

La verifica dei requisiti va effettuata sull’aggiudicatario (la stazione appaltante avrà facoltà di estendere tale verifica agli altri concorrenti), e nei mercati elettronici, per gli affidamenti di importo

< 40.000 euro, la verifica sull’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80 è effettuata su un campione in fase di ammissione e di permanenza, dal soggetto responsabile dell’ammissione al mercato elettronico. Resta ferma la verifica sull’aggiudicatario di cui sopra.

In riferimento all’affidamento diretto, non confermata la richiesta dell’ANAC della verifica di un numero minimo di 2 preventivi, ma con l’obbligo di motivare la scelta dell’affidamento.

–        Somma urgenza e protezione civile

 

La verifica dei requisiti nel caso di lavori effettuati in attuale ed estrema urgenza, quando vi sia la necessità indifferibile di assicurare tempestiva esecuzione del contratto, è necessaria ai fini del pagamento. Quindi, a seguito della presentazione di autodichiarazioni da parte dell’affidatario, la stazione appaltante, nel primo atto successivo all’effettuazione delle verifiche, in un termine congruo compatibile con la gestione della situazione emergenziale, comunque non superiore a 60 giorni dall’affidamento, dovrà dare conto della sussistenza dei requisiti dichiarati. In assenza di effettiva verifica positiva non si procederà al pagamento del saldo, pena il recesso (fatto salvo il pagamento del  valore delle opere  già  eseguite e il  rimborso  delle spese eventualmente già sostenute per l’esecuzione della parte rimanente, nei limiti delle utilità conseguite, e procedono alle segnalazioni alle competenti autorità).

–        Consorzi stabili

 

I consorzi stabili potranno utilizzare ai fini della qualificazione sia i requisiti maturati in proprio, sia quelli posseduti dalle consorziate esecutrici, sia, mediante avvalimento, quelli delle consorziate non esecutrici. Con linee guida ANAC saranno definiti i criteri per l’imputazione al consorzio o alle esecutrici delle prestazioni eseguite.

E’ consentito ai consorzi di modificare l’indicazione della consorziata esecutrice, nei casi di fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione controllata, amministrazione straordinaria, concordato preventivo (ecc. – si vedano commi 17, 18, 19, art. 48), o per recesso per esigenze organizzative, purchè ciò non sia finalizzato all’elusione della mancanza di un requisito di partecipazione della consorziata.

–        Manutenzione semplificata fino a 2,5 milioni

 

2, 5 milioni sarà il tetto per le opere di manutenzione, soltanto ordinaria, che potranno essere appaltate sulla base di un progetto semplificato. I dettagli saranno definiti da un decreto del MIT. I tecnici dipendenti delle P.A. potranno continuare a firmare i progetti anche se non iscritti all’Albo, purché siano provvisti di abilitazione professionale.

–        Anticipazione del prezzo

L’anticipazione, fermo restando il pagamento entro i 15 giorni dall’inizio effettivo dei lavori, sarà subordinata alla costituzione di una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa pari all’importo maggiorato del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione stessa, secondo il cronoprogramma dei lavori. Il calcolo avverrà sul valore dell’aggiudicazione, non più sull’importo stimato a base di gara.

–        SAL – tempi pagamento

 

Le stazioni appaltanti saranno obbligate a emettere i certificati di pagamento entro un termine massimo di 45 giorni dall’approvazione del SAL. Entro tale termine, quindi, dovranno rispondere e poi procedere rapidamente al pagamento.

–        Varianti

 

Si integra la disciplina della variante per errore progettuale, specificando che sarà consentita solo entro i limiti quantitativi del de minimis (15% nei lavori).

Eliminazione del vincolo dei tempi di parere da parte dell’ANAC sulle varianti, per evitare la formazione di ingiustificati silenzi-assensi, data la ristrettezza dei tempi previsti per la necessaria e complessa istruttoria che merita tale verifica.

–        Decreto Parametri obbligatorio

 

Introduzione dell’obbligo per le Stazioni Appaltanti di fare riferimento al Decreto Parametri (DM 17.06.2016) per calcolare gli importi da porre a base delle gare di progettazione. Si stabilisce infatti che i parametri fissati dal Ministero della Giustizia dovranno (e non più potranno) essere utilizzati dalle Stazioni Appaltanti nella definizione dei compensi per i professionisti, che quindi saranno certi. Le stazioni appaltanti non potranno subordinare la corresponsione dei compensi relativi allo svolgimento della progettazione e delle attività tecnico-amministrative ad essa connesse all’ottenimento del finanziamento dell’opera progettata.

–         Semplif icazion i p rocedurali (norma “salva progetti”)

 

In caso di nuovo appalto basato su progetti per i quali risultino scaduti i pareri acquisiti, ma non siano intervenute variazioni, vengono confermati i pareri, le autorizzazioni e le intese già rese dalle amministrazioni.

–        Progettazione

 

Specificazione che il decreto MIT di definizione della progettazione semplificata per gli interventi di manutenzione ordinaria, riguarderà gli stessi fino a un importo di 2.500.000 euro.

Specificazione per cui ai soli fini delle attività di programmazione triennale dei lavori pubblici e dell’espletamento delle procedure di dibattito pubblico, nonché dei concorsi di progettazione e di idee, il progetto di fattibilità può essere articolato in due fasi successive di elaborazione (la prima è costituita dal documento di fattibilità delle alternative progettuali). In tutti gli altri casi, il progetto di fattibilità è sempre redatto in un’unica fase di elaborazione.

Per i contratti relativi a lavori, il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni è determinato sulla base dei prezzari regionali aggiornati annualmente (entro il 31 dicembre di ogni anno, transitoriamente utilizzabili fino al 30 giugno dell’anno successivo, per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data). In caso di inadempienza da parte delle Regioni, i prezziari sono aggiornati, entro i successivi 30 giorni, dalle competenti articolazioni territoriali del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sentite le Regioni interessate. La stazione appaltante individua nel progetto i costi della manodopera sulla base di quanto previsto sopra. I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso d’asta.

–     Criteri di sostenibilità ambientale ed energetica

 

I criteri ambientali minimi sono tenuti in considerazione in caso di OEPV, e nel caso di interventi di ristrutturazione, inclusa demolizione e ricostruzione, sono tenuti in considerazione per quanto possibile in funzione della tipologia di intervento e della localizzazione delle opere.

–        Motivi di esclusione

 

Ulteriore causa di esclusione dalla procedura di gara, in presenza di condanna definitiva o decreto penale di condanna, o patteggiamento (riferiti anche ai subappaltatori) le false comunicazioni sociali.

Con riferimento ai soggetti, i motivi di esclusione graveranno, oltre che sui membri del CdA cui sia conferita la legale rappresentanza, anche sugli institori e procuratori generali dei membri degli organi con poteri di direzione o controllo.

–        Soccorso istruttorio

 

Eliminata la sanzione in caso di carenze di elementi formali delle dichiarazioni.

–        General contractor

 Si prevede una soglia minima pari a 100 milioni di euro per il ricorso all’istituto del contraente generale, per evitare che il ricorso all’istituto per soglie minimali concretizzi una elusione del divieto di appalto integrato. Quindi tale istituto verrà riservato alle grandi opere.

Il contraente generale dovrà inoltre prestare le garanzie per l’esecuzione di lavori di particolare valore.

–        Débat public

 

Il dibattito pubblico sarà effettuato sui progetti di fattibilità tecnica economica e non sui documenti delle alternative progettuali come nel testo approvato in via preliminare.

–        Costo manodopera e sicurezza

 

Si prevede la specifica individuazione dei costi della manodopera ai fini della determinazione della base d’asta.

I costi della sicurezza (non soggetti a ribasso) saranno individuati a parte e dovranno essere scorporati dal costo complessivo.

Quindi i due importi devono essere definiti e distinti in maniera chiara.

–        Albo dei collaudatori

 

È stato inserito l’obbligo per le amministrazioni di scegliere i collaudatori da un apposito albo.

Sarà l’unica strada per partecipare agli appalti affidati tramite contraente generale con il ruolo di collaudatore o DL.

–        Concessioni autostradali

 

Resta invariato il sistema 80-20 che tra 12 mesi imporrà ai concessionari autostradali di mandare in gara l’80% dei lavori, conservando in house una quota limitata al 20%.

Non saranno scorporate da tali percentuali le manutenzioni e gli appalti di importo < 150.000 euro. In materia di concessioni scadute, previsti ulteriori 12 mesi per portare a termine gli eventuali affidamenti in house.

–        PPP

 

Ppp e concessioni potranno contare sull’innalzamento dal 30% al 49% del tetto al contributo pubblico. Si tratta di un emendamento che rivede in maniera radicale gli elementi che servono a pesare l’EEF della concessione (ripartizione dei rischi). Saltato il termine di 12 mesi per il closing finanziario.

Prevista anche una stretta sui pagamenti delle PA e penali per i ritardi nella realizzazione delle opere.

–        Rating di impresa

 

Confermato, ma accogliendo le richieste dell’ANAC, quindi verrà rilasciato su base volontaria. Specificazione  che  tale  sistema  sarà  connesso  a  requisiti  valutati  sulla  base  dell’affidabilità dell’impresa, eliminando il riferimento alla capacità strutturale (per evitare sovrapposizioni con la qualificazione SOA).

Le stazioni appaltanti possono valutare come criterio premiale da applicare alla valutazione dell’offerta sia il rating di legalità che il rating di impresa, che si baserà anche sulla verifica degli eventuali mancati utilizzi del soccorso istruttorio, e alle denunce di richieste estorsive e corruttive. Si terrà conto del comportamento degli operatori economici nelle procedure avviate dopo l’entrata in vigore del sistema in questione.

–        Qualificazione stazioni appaltanti

Non confermata l’anticipazione che consentiva di accedere all’albo delle centrali di committenza a tutte le amministrazioni con articolazioni territoriali.

Sul fronte dei requisiti da verificare ai fini della qualificazione, sale a 5 anni il periodo di riferimento entro cui verificare il numero di gare svolte. Tra i requisiti da verificare anche il rispetto degli obblighi di comunicazione dei dati sui contratti pubblici che alimentano i database dell’ANAC.

–        Clausola sociale per gli appalti ad alta intensità di mandopera

 

Da facoltativa diventa obbligatoria.

–        ANAC

 

Salta l’autonomia organizzativa (e relativa disciplina economica) sul proprio personale prevista nel testo in entrata al CdM.

Salta anche il potere di raccomandazione vincolante sul precontenzioso (la norma che autorizzava l’ANAC a intervenire sulla gestione delle gare intimando i RUP a correggere atti o procedure illegittime, pena il pagamento di una sanzione).

Collaborazione con l’Istat per la definizione dei costi standard delle opere pubbliche.