Roma, 29 Marzo.

Dallo scorso 1 Marzo sono in vigore i nuovi criteri di classificazione del rischio sismico degli immobili i quali rendono operativi i nuovi maxibonus fiscali per gli interventi antisismici. Si specifica che la Legge di Bilancio 2017 ha previsto  misure antisismiche (sismabonus) con la detrazione del 50% ripartita in cinque quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi (edifici ricadenti in zone sismiche ad alta pericolosità zone 1 e 2). Possono benificiare della detrazione tutti gli interventi effettuati su immobili ad uso abitativo o su immobili preposti ad attività produttive. Viene specificato che i maxibonus del 70 e 80% vengono ottenuti solo se l’intervento che beneficia della detrazione permette di migliorare la pertinente classe di rischio di una o delle due posizioni. Il Decreto “per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni” va ad individuare otto classi di rischio che vanno da A+ (equivalente alla massima) a G (equivalente alla minima). Al fine di determinare il livello di un edificio si possono seguire due metodi alternativi: convenzionale o semplificato.

Il primo può essere usato su qualsiasi immobile e si svolge secondo criteri di Analisi delle Norme tecniche di costruzione consentendo che siano valutate le classi di rischio “sia nello stato di fatto sia nello stato conseguente all’eventuale intervento”.

Il secondo metodo, “semplificato”, è indicato per una valutazione rapida ed economica (ovvero senza indagini o calcoli) che può essere usato sia per una indagine preliminare e orientativa, sia per l’adozione di interventi di tipo locale su edifici in muratura.

La classificazione del rischio sismico, inoltre, con le modalità di attestazione da parte di tecnici abilitati, sono state evidenziate dal Dm Infrastrutture del 28 Febbraio 2017 come modificato dal Dm 7 Marzo 2017, cercando di conciliare la tutela e la sicurezza con le possibili perdite sociali. Il rischio sismico di un edificio viene determinato incrociando vari dati come la pericolosità (in base alla zona sismica), la vulnerabilità (capacità degli edifici) e l’esposizione (contesti delle comunità).