Roma, 23 Marzo.

Secondo uno studio congiunto dell’Osservatorio  Facile.it e Mutui.it ed inerente ai mutui italiani, relativamente al periodo Febbraio 2016/Febbraio 2017, viene rilevato che sono saliti gli importi richiesti dai mutuatari e quelli erogati loro dalle rispettivi istituti di credito.

Specificatamente, spiega la nota di Mutui.it, “Nello scorso mese la richiesta media di mutui in Italia, si legge nell’analisi condotta su un campione di oltre 13.000 pratiche, è stata pari a 134.900 euro, vale a dire il 7,35% in più rispetto ai valori registrati dodici mesi prima. L’incremento, però, sembra in qualche modo aver rallentato col passare del tempo visto che se si ferma l’analisi ai sei mesi l’aumento è pari al 5,34% e, nei tre mesi scorsi, al 4,21%.”

All’aumento degli importi richiesti è anche  corrisposto  quello nelle somme erogate dalle banche, anche se di crescita è inferiore quindi, si è creato un divarico fra quanto gli aspiranti mutuatari vorrebbero ricevere e quanto effettivamente ottengono. Viene altresì specificato che “ a febbraio 2017 l’erogato medio è stato pari a 121.039 euro, equivalente al 6,22% in più rispetto ad un anno fa. Considerando ancora una volta i valori in ottica semestrale e trimestrale vediamo come, nei sei mesi, la crescita ci sia effettivamente stata, sia pure in maniera più contenuta (+1,85%), mentre nell’ultimo trimestre le banche sembrano aver scelto una linea di maggior cautela e gli importi erogati si siano ridotti, da dicembre 2016, del 2,13%.”

In questa fase. Viene spiegato,  con gli indici di riferimento ai valori più bassi di sempre, moltissimi italiani stanno cercando di garantirsi per tutta la durata del mutuo le migliori condizioni possibili e, di conseguenza, scelgono tutti il tasso fisso, cui sono indicizzati il 77% dei mutui richiesti a Febbraio 2017. Si evidenzia però che nel periodo compreso fra il 01 Dicembre 2016 ed il 28 Febbraio 2017, il tasso variabile è tornato a crescere guadagnando oltre 4 punti percentuali (+4,32%). Tale fenomeno è spiegabile perché  nonostante ci siano sul mercato delle offerte a tasso fisso molto competitive, l’aumento degli IRS degli ultimi mesi sta spingendo alcuni nuovi mutuatari ad orientarsi verso altre soluzioni più convenienti sul breve periodo, come i tassi variabili, ma anche quelli misti che consentono una maggiore flessibilità e capacità di godere delle variazioni di mercato.

“Guardando al rapporto fra valore dell’immobile e importo del mutuo- continua la nota di Mutui.it – se da un lato gli italiani continuano a tarare le proprie richieste su importi che sono pari a poco meno del 60% del prezzo della casa oggetto della compravendita, le banche ridimensionano le aspettative e finanziano in media il 53% del valore (era quasi il 56%) a dicembre, ma rimangono comunque anch’esse stabilmente al di sopra della soglia psicologica del 50%. Invariate, ormai da un anno, sia la durata media del piano di restituzione (22 anni), sia l’età del richiedente tipo (40 anni).”

(Fonte e dati Mutui.it www.mutui.it )