Roma, 30 Marzo.

L’Istat, con la nota diffusa lo scorso 28 Marzo, ha comunicato che a Gennaio, rispetto al mese precedente, nell’industria si è registrata una flessione sia del fatturato (-3,5%), sia degli ordinativi (-2,9%), dopo tre mesi di crescita congiunturale.

L’istituto di statistica mette in evidenza che “il calo del fatturato è più ampio sul mercato estero (-5,4%) rispetto a quanto rilevato sul mercato interno (-2,3%). Gli ordinativi registrano, invece, un incremento sul mercato estero (+2,6%) e una diminuzione su quello interno (-6,6%)”.

“La flessione registrata a gennaio – continua la nota –  non modifica la tendenza alla crescita rilevabile su base trimestrale: nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo del fatturato risulta infatti in crescita dell’1,7% rispetto ai tre mesi precedenti, con andamenti simili per il mercato interno ed estero.”

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 19 di gennaio 2016), il fatturato totale è cresciuto in termini tendenziali dell’1,5% (+1,5% sul mercato interno e +1,3% su quello estero).

Gli indici destagionalizzati del fatturato hanno segnato un incremento congiunturale per l’energia (+3,5%), mentre flessioni si sono registrate per i beni strumentali (-5,1%), per i beni intermedi (-3,5%) e per i beni di consumo (-3,4%).

L’indice grezzo del fatturato cresce, in termini tendenziali, dell’8,2%: il contributo più ampio a tale incremento viene dalla componente interna dei beni intermedi.

Per il fatturato l’incremento tendenziale più rilevante si registrato  nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+18,9%), mentre la maggiore diminuzione nel comparto manifatturiero riguarda le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (-9,6%).

La nota evidenzia, infine, che “Nel confronto con il mese di gennaio 2016, l’indice grezzo degli ordinativi segna un incremento dell’8,6%. L’incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+21,6%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (-15,8%)”.

(Dati e fonte istat www.istat.it )