Roma, 23 Febbraio.

L’Istat, con la nota diffusa lo scorso 16 Febbraio, ha comunicato che a Dicembre 2016, rispetto al mese precedente, si è registrata una crescita sia dell’export  con un valore che ha registrato un+2,3%, sia dell’import  valore, quest’ultimo, che ha fatto registrare un +2,5%. Viene anche evidenziato che l’avanzo commerciale è pari a 5,8 miliardi (+5,6 miliardi a Dicembre 2015).

Per quanto concerne le aree commerciali viene sottolineato che sono state coinvolte nell’aumento le principali aree di sbocco, con un incremento delle vendite maggiore verso i paesi extra Ue (+2,5%) rispetto all’area Ue (+2,1%).

L’Istituto di statistica, inoltre, mette in evidenza che “rispetto al trimestre precedente, negli ultimi tre mesi dell’anno si rileva una dinamica positiva per entrambi i flussi (+2,4% per l’export e +3,6% per l’import). Le vendite di tutti i principali raggruppamenti di industrie sono in espansione, in particolare per i prodotti energetici (+20,6%) e per i beni di consumo non durevoli (+2,9%).”

“Nei confronti dello stesso mese dell’anno precedente – continua la nota – a dicembre 2016 crescono sia l’export (+5,7%) sia l’import (+6,1%). Le variazioni tendenziali risultano pari a +8,5% per l’export e +10,0% per l’import se corrette per i giorni lavorativi.”

Nel corso dell’anno 2016 le esportazioni sono in crescita (+1,1% in valore e +1,2% in volume) mentre le importazioni registrano una diminuzione (-1,4%) in valore e in aumento (+3,1%) in volume. L’espansione dell’export è da ascrivere esclusivamente ai paesi dell’area Ue (+3,0%); la flessione del valore delle importazioni (-1,4%) al netto dell’energia risulta in aumento (+1,5%). L’avanzo commerciale raggiunge i 51,6 miliardi (+78,0 miliardi al netto dell’energia).

L’Istat mette in evidenza che, nel 2016, i mercati più dinamici all’export sono stati il Giappone (+9,6%), la Cina, la Repubblica Ceca (+6,4% entrambe), la Spagna (+6,1%) e la  Germania (+3,8%). Per quel che concerne le vendite vengono segnalate le crescite delle vendite all’estero di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+6,8%), autoveicoli (+6,3%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+4,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,2%).

Di contro, la nota, sottolinea che “Nel 2016, gli acquisti dalla Russia (-26,3%), così come quelli di gas naturale e di petrolio greggio (rispettivamente -28,5% e -20,4%), sono risultati in forte calo.Nel mese di dicembre 2016 l’indice dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente e dell’1,6% nei confronti di dicembre 2015.”

L’incremento dei prezzi all’importazione dipende principalmente dalle dinamiche del comparto energetico, al netto del quale l’indice registra un più contenuto aumento (+0,1%) rispetto al mese precedente e una diminuzione dello 0,2% in termini tendenziali.

(Fonte e dati Istat www.istat.it)