Roma 23 Gennaio.

Il 16 Gennaio scorso è stata pubblicata, sul sito telematico del Dipartimento della Protezione Civile, la circolare n 3179 del 16/01/2016 recante per oggetto “Indicazioni relative alle urbanizzazioni delle aree per le Soluzioni abitative di emergenza”  a firma del Capo Del Dipartimento, Fabrizio Curcio.

Nella circolare è evidenziato che “Nell’ambito degli interventi già avviati, è emerso che nei progetti esecutivi delle urbanizzazioni in alcuni casi è stato necessario prevedere la realizzazione di consistenti opere di sistemazione, di consolidamento e di generale messa in sicurezza delle aree per rendere i siti idonei alla realizzazione delle SAE. Tali interventi non rientrano, in generale, nella categoria delle ordinarie opere di urbanizzazione in senso stretto, ma costituiscono lavorazioni comunque prodromiche all’utilizzazione dei siti. In relazione allo loro stretta interconnessione, queste opere sono necessariamente ricomprese nei progetti di urbanizzazione ed appaltate come unicum con l’urbanizzazione primaria, tenuto conto delle esigenze di celerità connesse con l’intervento emergenziale. Ciò incide inevitabilmente sull’importo complessivo dell’intervento ed è pertanto opportuno evidenziare separatamente i relativi costi.

Il testo sottolinea, altresì che, “ l’individuazione del sito sia di fondamentale importanza sotto il profilo dei costi (diretti ed indiretti) per la realizzazione delle SAE, a maggior ragione nel quadro dei territori interessati dagli eventi sismici dell’agosto-ottobre 2016, nella quasi totalità montuosi e particolarmente esposti al rischio idrogeologico ed idraulico”. Può inoltre accadere – continua la circolare – che vengano individuati dalle Amministrazioni comunali dei siti particolarmente disagevoli sotto il profilo delle connessioni con le reti infrastrutturali dei pubblici servizi, che quindi comportano costi aggiuntivi talvolta elevati. Nell’evidenziare che deve trattarsi di situazioni eccezionali giustificate dall’assenza di siti idonei alternativi, in tali casi, le spese relative agli interventi propedeutici all’installazione delle SAE ed i relativi costi debbano trovare una separata ed analitica evidenza nel quadro economico e nei computi metrici, per consentire all’amministrazione le valutazioni del caso.

E’, rammentando che, ai sensi del’art.1 comma 2 della predetta Ordinanza 394, le aree destinate alle SAE debbono essere individuate “assicurando la preferenza alle aree pubbliche rispetto a quelle private oltre che il contenimento del numero delle aree, pur nel rispetto delle esigenze abitative dei nuclei familiari“. Il testo poi specifica che le opere abitative da costruire nell’ambito dell’urbanizzazione posso realizzarsi “indicativamente, per una dotazione di superficie per SAE pari a 200,00 m² lordi, ad un costo di € 18.000,00 a SAE, che deve intendersi quale importo di riferimento per i progettisti. L’eccedenza di superficie rispetto all’area effettivamente utilizzata per il numero di SAE da realizzare è ammissibile, ma il costo resterà fisso e invariabile, al netto delle spese per le espropriazioni”.

La disposizione , poi, elargisce alcune indicazioni da considerarsi comunque solo indicative e non esaustive. Quali:

  • per le voci di prezzo si invita a verificare, ove più conveniente, il prezzario della ricostruzione recentemente approvato dal Commissario Straordinario per la ricostruzione;
  • per le voci di prezzo relative a trasporti e conferimenti a discarica, si tenga in considerazione la voce del prezzario della Regione Umbria, che tiene in considerazione la distanza della discarica;
  • il dimensionamento delle strutture di fondazione deve essere congruente con il carico trasmesso dalla struttura in elevazione e con le caratteristiche geotecniche dei suoli di fondazione, limitando, per quanto possibile lo spessore della soletta di fondazione;
  • nella realizzazione delle strutture di fondazione, lo spessore dello strato di magrone, salvo particolari motivazioni, non dovrebbe superare i 5 cm;
  • le fondazioni stradali, fermo il vincolo della sicurezza della circolazione, dovranno essere ove possibile ridotte;
  • ove possibile va evitato l’uso di additivi per il calcestruzzo delle strutture in e.a.;
  • la pavimentazione dei vialetti dovrà essere realizzata con la tipologia in asfalto colato dello spessore di cm 2 con idoneo massetto ovvero della tipologia delle piste ciclabili, ovvero con altra tipologia se più economica;
  • la vasca di prima pioggia potrà essere eliminata;
  • i cigli stradali andranno realizzati con strutture del tipo prefabbricato in CLS cementizio posati su sottofondo e rinfianco in CLS o tipologia similare (eliminando ad esempio l’uso del travertino);
  • potranno essere eliminate le linee di scarico delle acque grigie con relativi disoleatori qualora consentito dal regolamento edilizio comunale;
  • le essenze arboree e gli elementi di arredo urbano dovranno essere ridotti allo stretto indispensabile.

(Fonte Protezione Civile – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile)