Roma, 11 Novembre

L’Istat con la nota diffusa lo scorso 9 Novembre ha comunicato che a Settembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,8% rispetto ad Agosto mantenendo un livello però superiore a quello rilevato a Luglio.  Tale flessione, comunica l’Istituto di statistica, che si manifesta dopo due mesi di incrementi significativi, non impedisce di registrare, nella media del trimestre luglio-settembre 2016 un forte aumento dei livelli di produzione (+1,2% rispetto al trimestre precedente).

La nota evidenzia che “La tendenza all’espansione della produzione è confermata anche su base annua: corretto per gli effetti di calendario, a settembre 2016 l’indice è aumentato in termini tendenziali dell’1,8% (i giorni lavorativi sono stati 22 come a settembre 2015). Nella media dei primi nove mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”

Per quel che concerne l’indice destagionalizzato mensile si presentano variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dell’energia con un +3,3% e dei beni di consumo +1,2%; diminuiscono invece i beni strumentali facendo registrare un -5,8%; e i beni intermedi con un -2,8%.

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano variazioni positive in tutti i comparti: aumentano infatti i beni di consumo (+3,0%), l’energia (+2,4%), i beni strumentali (+1,6%) e i beni intermedi (+1,2%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, l’Istat evidenzia che “a Settembre 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+ 10,2%), dell’attività estrattiva (+6,8%) e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,6%). Le diminuzioni maggiori, continua la nota, si registrano nei settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-6,2%), dell’industria del legno, della carta e stampa (-2,8%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-1,9%) .

(Dati e fonte Istat www.istat.it)