Roma, 7 Novembre.

Lo scorso 3 Novembre è stato approvato dal Senato il disegno di Legge recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato (Statuto Lavoratori Autonomi o Jobs Act)” Il disegno di Legge va a tutelare il lavoro autonomo dei professionisti. Nello specifico il testo prevede quasi una equiparazione tra committente e lavoratore  autonomo. Vengono strette le clausole vessatorie eabusive contro il professionista.

Nello specifico il testo del Disegno di Legge prevede:

  •  divieto della rescissione senza preavviso unilaterale se non con una alta sanzione;
  • equiparazione tra committente e lavoratore autonomo sui contratti che abbiano termini superiori ai 60 giorni relativamente alla data di ricevimento da parte del primo sull’emissione della fattura;
  • possibilità di detrazione da parte del professionista di polizze assicurative al fine di poter recuperare il finanziamento dei mancati pagamenti attinenti alle fatture emesse;
  • deducibilità, fino a 10 mila euro all’anno, da parte del professionista, delle spese inerenti a corsi di perfezionamento, spese per convegni, congressi master;
  • detrazione integrale entro i 5 mila euro all’anno, per le spese attinenti a: ricerca, addestramento, formazione e riqualificazione professionale;
  • possibilità ai lavoratori autonomi di poter partecipare ai bandi pubblici indetti dalle amministrazioni potendo formare reti, consorzi stabili professionisti o associazioni temporanee;
  • delega alle Pa per semplificare “l’attività delle amministrazioni pubbliche e di ridurre i tempi di produzione” . Ovvero gli ordini professionali e le associazioni di categoria potranno svolgere e operare su atti e documentazione pubblica al fine di accelerare e ottimizzare le pratiche pubbliche;
  • centri dell’impiego con uno sportello dedicato al lavoro autonomo e con lo scopo di stipulare convenzioni non onerose con associazioni e/o ordini professionali nonché di poter elargire informazioni a imprese e professionisti.

Per quel che concerne le Casse di previdenza viene previsto che le stesse potranno fornire, oltre alle consuete prestazioni di tipo previdenziale, anche prestazioni di tipo sociale rafforzando, appunto, “ le prestazioni di sicurezza e di protezione sociale dei professionisti iscritti agli Ordini” le quali saranno finanziate da apposita contribuzione facoltativa, da parte di professionisti che hanno subito  con una notevole riduzione del reddito per ragioni non dipendenti dalla loro reale volontà.

Il disegno, infine, ha la finalità di incrementare e sviluppare la competitività e introduce il “lavoro agile” come rapporto di lavoro subordinato ma mediato dalle parti (non sono previsti vincoli  ne orari di lavoro). Viene infine specificato che la prestazione di lavoro, come descritta dal testo, potrà essere seguita, sia internamente che esternamente alla sede aziendale nei limiti della durata massima dell’orario di lavoro.