Roma, 18 Novembre.

La Presidenza del Consiglio ha dato l’assenso al  finanziamento totale di tutti i progetti inerenti alla riqualificazione urbana  presentati dalle Città metropolitane e dai Comuni capoluogo nell’ambito del bando periferie. Stanziati 1,6 miliardi di euro che si sommerranno ai 500 milioni già previsti nella Legge di stabilità 2016. La decisione è stata presa al termine della riunione della Cabina di regia del Fondo Sviluppo e Coesione presieduta da Claudio De Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il provvedimento è stato deciso poichè la somma stanziata precedentemente si è rivelata insufficiente in quanto gli Enti locali hanno presentato progetti per un valore di oltre 2,1 miliardi di euro.
Si ricorda che il “Bando periferie” è stato pubblicato Sulla Gazzetta Ufficiale n. 127 del 1° Giugno scorso recante “Approvazione del bando con il quale sono definiti le modalità e la procedura di presentazione dei progetti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia e della città di Aosta” .
Il programma faceva riferimento   agli studi di fattibilità sulla  riqualificazione urbana delle periferie degradate. Il bando erogava 500 milioni di euro, per l’annualità 2016, ai Comuni capoluoghi di provincia, di Regione e alle Città Metropolitane, per interventi di riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie. La bozza definitiva era stata approvata lo scorso 14 Aprile mentre in precedenza era stata emanata la prima versione del bando in cui veniva data  la tipologia degli interventi ammessi, i requisiti e i criteri di valutazione, i soggetti che potevano partecipare al bando nonchè veniva specificato che potevano partecipare al concorso le città metropolitane e i comuni capoluoghi di provincia. Successivamente, la Conferenza unificata, ha approvato il bando rimodulando le procedure e requisiti di presentazione di progetti per la riqualificazione delle periferie dando la possibilità di presentare anche uno studio di fattibilità o progetto preliminare a condizione che i soggetti proponenti si impegnano ad avvallare entro 60 giorni dalla sottoscrizione il relativo progetto esecutivo. Viene evidenziato che gli interventi in opera potevano riguardare i seguenti casi:

 -miglioramento della qualità del decoro urbano;
manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti;
– accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di residenza urbana;
– potenziamento delle prestazioni e dei servizi di scala urbana, tra i quali lo sviluppo  per l’inclusione sociale e la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano e urbano;
– mobilità sostenibile e adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati.

Altresì, veniva sottolineato, che i soggetti proponenti dovevano presentare i piani operativi entro 90 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e altri 90 giorni erano stabiliti al fine di presentare progetti per la conclusione dei piani del procedimento di valutazione, 30 giorni, infine, per la sottoscrizione delle convenzioni. Veniva, infine, data la possibilità alle amministrazioni di richiedere il 10% del finanziamento, se previsto, al momento della firma contrattuale del piano operativo. Tale operazione consentiva di mettere in pari le spese relative ai costi di avvio dell’operazione dei soggetti proponenti.