Roma, 29 Novembre

Sulla Gazzetta ufficiale n. 273 del 22 Novembre 2016 è stata pubblicata la delibera ANAC n. 1096 del 26 Ottobre 2016  che riporta le Linee guida di attuazione del decreto legislativo 18 Aprile 2016, n. 50 e recanti “Linee guida n. 3, di attuazione del decreto legislativo 18 Aprile 2016, n. 50, recanti “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”.

Viene specificato che l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha suddiviso il contenuto delle linee guida in due specifiche sezioni:

  • Le Indicazioni di carattere generale in materia di RUP, ai sensi dell’art. 213, comma 2, del codice dei contratti pubblici; (disposizione non vincolante);
  • I Compiti specifici del RUP, requisiti di professionalità, casi di coincidenza del RUP con il progettista o il direttore dei lavori o dell’esecuzione, ai sensi dell’art. 31, comma 5 del Codice dei contratti pubblici . (disposizione vincolante).

 L’ANAC specifica, nelle linee guida  che “la  disposizione  in  esame stabilisce inoltre, che per  ogni  singola  procedura  di  affidamento  di  un   appalto  o  di  una  concessione, le  stazioni  appaltanti, con  atto  formale  del  responsabile  dell’ unità organizzativa,  che  deve  essere  di  livello  apicale, nominano,  nel  primo  atto  relativo  a  ogni  singolo  intervento,  un  RUP  per  le  fasi  della  programmazione,  progettazione,  affidamento  ed  esecuzione.  In proposito, per i lavori, si ritiene di specificare che il RUP deve essere nominato prima del progetto di fattibilità   tecnica   ed   economica e,   nel   caso   di   lavori   non   assoggettati   a programmazione, contestualmente  alla  decisione  di  realizzare  gli  stessi.” Viene anche stabilito che “il RUP deve essere nominato tra  dipendenti di ruolo addetti alla medesima unità organizzativa cui è preposto il soggetto apicale che lo nomina, che siano dotati del necessario livello di inquadramento giuridico in relazione alla struttura della pubblica amministrazione e di competenze professionali adeguate in relazione ai compiti per cui è nominato. Laddove sia accertata la carenza nell’ organico della suddetta unità organizzativa, il RUP è nominato tra gli altri dipendenti in servizio. Per i lavori e per i servizi attinenti all’ingegneria e all’architettura il RUP deve essere un tecnico.

 Le linee guida stabiliscono, altresì,  che il Rup deve essere in possesso “di titolo di studio e di esperienza e formazione professionale commisurati alla tipologia e all’entità dei lavori da affidare”.  Viene anche stabilito che “Il  RUP  deve  essere  in  possesso  di  specifica  formazione professionale,  soggetta  a  costante  aggiornamento,  e  deve   aver maturato un’adeguata esperienza professionale  nello  svolgimento  di attivita’ analoghe a quelle  da  realizzare  in  termini  di  natura, complessita’ e/o importo dell’intervento, alternativamente:

  1. alle dipendenze di stazioni appaltanti, nel ruolo  di  RUP  o nello svolgimento di mansioni nell’ambito tecnico/amministrativo;
  2. nell’esercizio di un’attivita’ di lavoro autonomo, subordinato o di consulenza in favore di imprese operanti nell’ambito dei lavori pubblici o privati.

 Il testo evidenzia che per appalti di particolare complessità, il Rup dovrà possedere la qualifica di “project manager”. Tale requisito però sarà attivo  solo dopo il varo del nuovo sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti. Viene, infine definito che  il Rup in possesso di un diploma, potrà gestire gare fino a un milione di euro di contro, chi possiede una laurea triennale potrà arrivare fino alla soglia comunitaria di 5,2 milioni di euro. Sopra tale importo il responsabile unico dovrà essere in possesso di una specifica laurea magistrale.

 In allegato le linee guida n. 3