Roma, 10 Ottobre.

Lo schema di regolamento predisposto dal MIT sarà, secondo il calendario già definito, approvato nella prima riunione utile della Conferenza Unificata, nel corrente mese. L’accordo andrà a sostituire gli oltre ottomila regolamenti edilizi comunali esistenti, con il fine di semplificare e uniformare le procedure edilizie.

Di seguito i tempi previsti nello schema:

  • 180 giorni, decorrenti dalla sottoscrizione dell’accordo in Conferenza Unificata, entro i quali le Regioni dovranno recepire lo schema di regolamento;
  • Ulteriori 180 giorni concessi ai Comuni per adottare il nuovo regolamento edilizio, decorrenti dal precedente dei 180 fissato per le Regioni.

Ma il tale periodo, di circa un anno complessivamente, è solo un termine minimo, perché le Regioni, possono entro i 180 giorni mesi a disposizione, intervenire per introdurre norme su materie di loro competenza, concedendo un’ulteriore scadenza agli enti locali per adeguare i loro regolamenti edilizi.

Per le Regioni a statuto speciale l’adesione alle nuove regole è facoltativa.

Nel merito, il documento si compone di tre elementi: lo schema vero e proprio; l’allegato A, che contiene le 42 definizioni uniche standardizzate; l’allegato B, con la lista delle oltre cento norme nazionali che hanno incidenza sull’attività edilizia. Tale elenco può essere integrato dalle Regioni, inserendo prescrizioni legate a norme specifiche, aggiungendo elementi tecnici oltre quelli indicati nello schema.

La vera novità riguarda comunque le norme nazionali, spesso fonte di disordinate interpretazioni che i Comuni hanno spesso recepito con il risultato di produrre l’attuale diversità nei regolamenti.

Per evitare questo, i nuovi regolamenti dovranno limitarsi a richiamare, per tutto ciò che è materia normativa sovraordinata, l’allegato B, limitandosi così le problematiche afferenti i medesimi interventi edili eseguiti in Comuni diversi, assoggettati a procedure o parametri diversi, poiché oggetto di interpretazioni e valutazioni diverse, nonostante alla fonte vi sia la medesima disciplina regionale.

Nell’accordo è stata inserita la clausola che fa salve “le previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dal piano vigente ovvero dal piano adottato alla data di sottoscrizione del presente accordo”.

Nulla è previsto, al momento, sull’eventuale inadempienza delle Regioni o degli enti locali, nei confronti dei quali non è prevista alcuna sanzione, messa in mora o subentro. Il meccanismo sanzionatorio e sostitutivo si discuterà nella fase finale del perfezionamento del documento.