Roma, 26 Ottobre.

L’Istat, con la nota diffusa lo scorso 25 Ottobre, ha comunicato che ad Agosto, rispetto a Luglio 2016, nel comparto industriale  si rilevato un incremento del 4,1% per il fatturato e del 10,2% per gli ordinativi. L’istituto  di statistica mette in evidenza che “la rilevante crescita del fatturato si manifesta in un mese tipicamente caratterizzato da livelli di vendite molto contenuti, che possono determinare variazioni (positive o negative) amplificate rispetto a quelle prevalenti negli altri periodi dell’anno” L’aumento del fatturato è stato pari a 4,1% sul mercato interno e a 4,3% su quello estero. Viene inoltre rilevato che “Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo aumenta dell’1,9% rispetto ai tre mesi precedenti (+2,2% per il fatturato interno e +1,2% per quello estero)”. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di Agosto 2015), il fatturato totale aumenta in termini tendenziali del 6,8%, segnando una crescita del 7,9% sul mercato interno e del 4,8% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato registrano, a eccezione dell’energia che rimane invariata, incrementi congiunturali per tutti i raggruppamenti principali di industrie, particolarmente rilevanti per i beni strumentali (+7,3%) e per i beni intermedi (+4,3%). L’indice grezzo del fatturato aumenta, in termini tendenziali, del 10,0%: il contributo positivo più ampio viene dalla componente interna dei beni di consumo non durevoli. Viene altresì specificato che “Per il fatturato manifatturiero, l’incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+20,4%), mentre solo la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati registra una diminuzione (-6,9%). Istituto di statistica rileva infine  che “nel confronto con il mese di agosto 2015, l’indice grezzo degli ordinativi segna una crescita del 15,9%. Tutti i settori mostrano un incremento, quello più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+42,7%)”.

(Dati e fonte Istat www.istat.it)