Roma 28 Gennaio.

L’Aniem, Associazione Nazionale delle piccole e medie imprese edili manifatturiere, intervenendo all’audizione promossa dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ha evidenziato l’esigenza che il recepimento delle direttive europee su appalti e concessioni, costituisca l’opportunità per rivedere la disciplina sul sistema di qualificazione.

L’associazione delle PMI Edili, nello specifico, ha sottolineato come l’attuale sistema sia assolutamente inadeguato e inefficace sia per la Pubblica Amministrazione che per gli operatori economici.

Si tratta, infatti, di una disciplina che ci allontana dai mercati internazionali, che configura un sistema statico, eccessivamente burocratizzato e non mette in condizione di individuare il soggetto più idoneo a realizzare l’opera messa in gara.Le imprese si trovano ancora oggi a dover sopportare un meccanismo oneroso, a essere penalizzate da lentezze e disfunzioni nella produzione continua di documentazione, a essere vittime di criteri poco trasparenti e tali da non garantire un’effettiva concorrenza.

L’Aniem ha proposto quindi, analogamente a quanto già previsto per i concorrenti stranieri, di consentire a tutti gli operatori economici, la libertà di opzione che deve concretizzarsi nella scelta tra una qualificazione attraverso il sistema delle SOA o altra, attraverso una comprova dei requisiti, gara per gara.Opzione che deve essere supportata dalla valorizzazione di un’efficace banca dati nazionale che deve liberare gli operatori dall’incombenza di dover continuamente produrre certificazioni e documenti.

Nel corso dell’audizione Aniem ha altresì presentato proposte sulla certezza dei tempi di pagamento da parte delle Pubbliche Amministrazioni (applicazione anche per il settore dei lavori pubblici del dlgs. 231/2002), introduzione del pagamento diretto ai subappaltatori e dei soggetti componenti le associazioni temporanee d’impresa ed interventi modificativi sull’istituto dell’avvalimento.