Roma, 28 Gennaio.

I principali problemi che, hanno ostacolato in Italia lo sviluppo del mercato del project financing, sono le difficoltà delle iniziative nel raggiungere il closing finanziario, la mancanza di conoscenze specifiche, da parte delle pubbliche amministrazioni e la complessità nel definire la giusta attribuzione dei rischi tra le parti.

La finanza di progetto è spesso percepita come la soluzione alla mancanza di risorse pubbliche da destinare alla realizzazione delle infrastrutture necessarie per il Paese, nel contesto delle politiche impiegate e basate sul rigore e il contenimento della spesa pubblica.

Nel 2012 + 71% le iniziative, ma – 43% gli importi, e quanto emerge da uno studio sugli ultimi anni, che mostra come il consolidamento della crisi economica -finanziaria, abbia apportato un incremento del numero di iniziate del project financing a fronte di un drastico ridimensionamento del valore delle opere bandite. Infatti, al netto delle grandi opere, il mercato nel 2012 ha evidenziato risultati positivi in termini di iniziative intraprese, ma un crollo negli importi di gara.

Invece, nei primi 10 mesi del 2013, i dati dimostrano, rispetto al 2012, un andamento negativo del numero di gare bandite ed un aumento dell’importo delle gare.

Tale risultato è dovuto al comma 19 dell’art.153, introdotto nel 2011, che consente agli operatori privati di suggerire alla pubblica amministrazione interventi per la realizzazione in concessione di lavori pubblici non inseriti nella consueta programmazione triennale.