Roma, 28 Gennaio.

Le nuove direttive contengono novità sul rapporto prezzo-qualità, criteri ambientali e sociali, minori costi per le imprese, soluzioni per l’innovazione ed un freno ai subappalti. L dia prossima settimana si terrà l’audizione presso l’Autorità di Vigilanza: contratti pubblici sul recepimento della direttiva. Principale scopo delle direttive europee è quello di garantire qualità e un rapporto qualità-prezzo nei contratti pubblici di lavori, forniture e servizi.

E’ la prima volta che, vengono stabilite norme comuni per i contratti di concessione, allo scopo di favorire una concorrenza leale e garantire il miglior rapporto prezzo-qualità e soprattutto nuovi criteri di aggiudicazione relativi alle questioni ambientali e sociali.Inoltre per le medie e piccole imprese sarà più semplice presentare offerte e più severe saranno le regole per i subappalti.

Migliore rapporto qualità-prezzo. Grazie al nuovo criterio di offerta economicamente più vantaggiosa nella procedura di aggiudicazione, le autorità pubbliche saranno in grado d rendere più efficaci, la qualità, le considerazioni ambientali, gli aspetti sociali e l’innovazione, pur tenendo conto del prezzo e dei costi del ciclo di vita dei prodotti o dei servizi. Più soluzioni innovative I deputati si sono battuti con successo per l’introduzione di una procedura nuova, volta a rafforzare soluzioni innovative negli appalti pubblici.

I nuovi ‘partenariati per l’innovazione’ consentiranno alle autorità pubbliche di indire bandi di gara per risolvere un problema specifico, senza pregiudicarne la soluzione, lasciando spazio alle autorità pubbliche e all’offerente per trovare insieme soluzioni innovative. Meno burocrazia per gli offerentiLa procedura di gara per le imprese sarà più semplice, grazie a un documento unico europeo di gara standard, basato sull’autocertificazione. Solo il vincitore dovrà fornire la documentazione originale.

La Commissione stima che l’onere amministrativo per le imprese sarà ridotto di oltre l’80%.Nessuna accelerazione per privatizzare i servizi pubblici L’accordo sulle nuove norme UE per le concessioni rammenta che gli Stati membri restano liberi di decidere come desiderino siano eseguiti i lavori pubblici o erogati i servizi, in-house o esternalizzandoli a società private. La nuova direttiva non impone la privatizzazione delle imprese pubbliche che forniscono servizi al pubblico. Inoltre, i deputati hanno riconosciuto la particolare natura dell’acqua come un bene pubblico, accettandone l’esclusione dal campo di applicazione delle nuove regole. Si ricorda che il prossimo 28 gennaio si svolgerà un’audizione presso l’Autorità di Vigilanza sul recepimento delle direttive europee in materia di concessioni. Sull’argomento Aniem interverrà prestando un proprio documento propositivo